L’impresa di Sastre, l’errore di Rjis
Una vita da gregario, per Carlos Sastre. Una vita di piazzamenti, e la grande occasione della vita buttata via nel 2006, il Tour più mutilato della storia. Di solito certi treni passano una sola volta nella vita, ma il destino è stato generoso quanto Carlos lo è stato nella sua carriera. Il treno della gloria è riapparso improvvisamente all’ Alpe d’Huez e Carlos c’è salito prontamente, con quella sua eterna faccia triste, per cogliere la vittoria più prestigiosa della sua carriera.
Partito subito ai piedi della salita, l’uomo di Avila pensava probabilmente di puntare solo alla vittoria di tappa, e questi erano probabilmente anche i piani di Bjarne Rjis. Diversamente, “monsieur 60%” avrebbe affiancato a Carlos quell’Andy Schleck pimpante come non mai sui tornanti dell’Alpe. Un gregario deluxe, tipo il Pantani dell’izoard 2000 con Garzelli, che mentre Carlos si involava in solitario, rimaneva dietro a fare da balia al fratellone Schleck, con una pedalata tanto agile da non fare sforzo, mentre gli Evans, i Menchov, i Valverde annaspavano come non mai ( e anche l’uomo a Pois Bernard Kohl sarebbe arrivato al traguardo in stato comatoso). Se Rjis avesse ordinato a Andy di raggiungere Carlos, il vantaggio su Evans sarebbe con ogni probabilità cresciuto, togliendo al favorito australiano ogni possibilità di rimonta. Cadel ha adesso un minuto e mezzo da recuperare nell’ultima crono: non sono pochi, l’ultimo valzer contro l’orologio notoriamente rimescola un po’ le carte e Evans non è certo Indurain o Armstrong. A meno che nella tappa odierna con arrivo a Sant- Etienne Bjarne non decida di rimediare al suo errore sfruttando la preponderante forza della CSC (ieri abbiamo visto Cancellara tirare a tutta sul Croix de Fer, manco fosse Argentin sull’izoard per Berzin nel 1994…), per confezionare qualche imboscata ai danni di Cadel ( tipo Lemond- Pensec ai danni di Chiappucci nel Tour del 1990). Dopo aver già perso il Tour un anno fa per un’ inezia, a Cadel Evans staranno fischiando le orecchie.
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