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Ispettori Micologi Tecnici della Prevenzione
Micologi Inspectors Technicians of the Prevention
Benvenuti
Nel sito del Dott. Giovanni Rossi dedicato a questa professione sanitaria; uno spazio
nato per comunicare ogni genere di informazione e novità riguardanti la figura
dell' Ispettore Micologo Tecnico della Prevenzione e del suo mondo.
Scopo principale del sito è poter dare notizie riguardanti gli aspetti legislativo sanitari
e un’ analisi degli avvenimenti riguardanti questa disciplina e alle future prospettive di
questo lavoro in continua evoluzione.
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(SITO Aggiornato al 04 GENNAIO 2009 )
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Servizi TV
sulle professioni del
Micologo e del
Tecnico della Prevenzione
VEDI I SERVIZI TV SULLE FUNZIONI
DEGLI ISPETTORATI MICOLOGICI E L'ATTIVITA'
DI VIGILANZA MICOLOGICA DEL
SERVIZIO S.I.A.N. ULSS 20 VERONA
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Guarda i Servizi TV trasmessi dal programma
Okkupati: magazine settimanale sul mondo del lavoro di Rai Tre: |
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DIRIGENZA
TECNICO DELLA PREVENZIONE
Firmato il 17 OTTOBRE 2008 il contratto nazionale di lavoro
per la Dirigenza SPTA – CCNL 2006-2009 – Biennio economico 2006-2007-
"Entrata a regime dell’istituzione della
qualifica unica di dirigente
delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione,
della prevenzione e della professione ostetrica."
LEGGI IL TESTO (fonte: sito Agenzia Aran)
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Le Origini , la storia del
Tecnico della Prevenzione Micologo
(ex Vigile Sanitario )
Aggiornata la sezione riguardante le origini del Tecnico della Prevenzione. (-vedi a fondo home page-).
" Dalla memoria del passato inizia
il cammino del progresso".
Dott. Giovanni Rossi
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Ispettori Micologi Tecnici della Prevenzione-Micologi
AGGIORNAMENTO SITO
Ispettori Micologi-Tecnici della Prevenzione -
Micologi Inspectors Technicians of the Prevention
04/01/2009
-SERVIZI TV SULLA FIGURA DEL MICOLOGO-
08/12/2008
-AVVELENAMENTO DA FUNGHI
-Mico diesel
-Corso di alta formazione T.d.P.-
-DIRIGENZA T.d.P.
28/09/2008
-CONVEGNO MICOLOGIA INTERNAZIONALE--
-LA RIVOLUZIONE SERVIZI ISPETTIVI--
-SINDROME CRIPTO-MAINICA-
05/09/2008
-CORSO PER MICOLOGI REGIONE SICILIA-
08/08/2008
-Contaminanti nei funghi limiti massimi-
-Dirigente Tecnico della Prevenzione-
-Intervista radiofonica-
-Campagna Prevenzione avvelenamenti da funghi 2008-
-Convegno Internazionale a Borgo Val di Taro (PR)
-FORMALDEIDE e FUNGHI-
-Funghi e Uranio Impoverito-
-Funghi surgelati scaduti-
-FUNGHI ALLUCINOGENI-
-PRONTUARIO SANZIONI -
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AREA QUALITA'
SISTEMA QUALITA'
& CONTROLLO UFFICIALE
-Aggiornamento 16.09.08-
Leggi l'articolo: "La rivoluzione dei Servizi Ispettivi e
il ruolo del Tecnico della Prevenzione".
[/url]
VAI SULL'AREA QUALITA':
--CERTIFICATO QUALIFICA AUDITOR T.d.P--
--MANUALE DELLA QUALITA' SERVIZI SIAN/VETERINARI--
--SISTEMA QUALITA' CONTROLLO UFFICIALE--
--FLOW CHART SUL CONTROLLO ISPETTIVO--
--AUDITOR & Tecnico della Prevenzione--
--Il sistema di qualifica degli “Ispettori” SIAN/SVET in
Emilia-Romagna--
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LARVE NEI
FUNGHI SECCHI
RISCHIO SANITARIO
EMERGENTE
Negli ultimi anni è in aumento il rischio parassitologico dovute a partite di funghi conservati (secchi e salamoia)
extracomunitari che vengono respinti dai posti frontalieri per la presenza di infestanti nei funghi.
... leggi tutto...
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Nuovi Limiti
per il Piombo e Cadmio
nei Funghi Selvatici e Coltivati
LEGGI TUTTO . . .
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Formaldeide
in funghi Shiitake
La Formaldeide è una sostanza utilizzata nel settore industriale delle resine di plastica ,del tessile e della carta.
Viene anche utilizzata impropriamente ai fini fraudolenti per sbiancare prodotti alimentari o per allungare la conservazione ( TMC ) degli stessi in quanto un potente battericida.
La Formadeide è considerata (IARC) una sostanza cancerogena per inalazione; sono pochi i studi sulla sua presunta pericolosità per ingestione nell'uomo.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha fissato una dose giornaliera (TDI) di 0,15 mg/Kg di peso corporeo per questa sostanza chimica.
In caso di assunzione a forti dosaggi , la formaldeide può provocare lesioni renali, vomito dolori addominali e possibile morte.
Funghi Shiitake e Formaldeide
Il fungo shiitake o meglio Lentinus edodes è un fungo di coltivazione di provenienza asiatico che diffusamente viene commercializzato in tutto il mondo sopratutto allo stato secco.
Negli ultimi anni a seguito di controlli ufficiali è stato evidenziato la presenza in alcuni campioni di quantità considerevoli di FORMALDEIDE.
La stessa Food Standards Agency (Inghilterra) ha svolto un'interessante ricerca (Maggio 2003 a Luglio 2003) sui livelli e le origini della formaldeide nei funghi ShiitaKe sono stati esaminati diversi campioni di cui uno di provenienza cinese che ha dato il valore più alto 323 mg/kg mentre gli altri da 199 mg/kg-238 mg/kg.Da questo studio emerge che la formaldeide è già presente naturalmente nello shiitake come in altri alimenti (Cipolla verde, Carota ecc. ) in quantità variabile da 100 - 400 ppm (essicato) 6 - 54,4 (fresco).
Il motivo del valore alto sull'essicato è dovuto al fatto che l'alimento è disidratato (perdita acqua).
L'Agenzia comunque tranquilizza i consumatori Inglesi dichiarando che i quantitativi non rappresentano un rischio per la salute umana.
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-Non dimentichiamo che in italia la Formaldeide è ancora utilizzato nell'industria del formaggio provolone come additivo alimentare conservante (E 239 Esametilentetramina ) con un residuo massimo di 25 mg/kg di residuo, espressi come formaldeide
Consulta all'allegato III della -DIRETTIVA 95/2/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 20 febbraio 1995 "Relativa agli additivi alimentari diversi dai coloranti e dagli edulcoranti" in formato PDF).-
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Il pericolo sanitario
Il vero pericolo sanitario comunque esiste , sopratutto quando aziende senza scrupolo utilizzano in modo massiccio la Formaldeide ai fini fraudolenti per sbiancare partite di shiitake secco e aumentare il valore commerciale. alcuni casi di sofisticazione sono accaduti recentemente ad Hong Kong (Fonte: Food and Environmental Hygiene Department).
Consulta i seguenti articoli:
Centre for Food Safety The Government of the Hong Kong Special Administrative Region " Risk in Brief Formaldehyde in Food".
Food Standards Agency "Analysis of formaldehyde in Shiitake mushrooms";
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Funghi
e Uranio Impoverito
Articolo pubblicato sulla rivista scientifica Current Biology sull'utilizzo dei funghi per la decontaminazione dei siti contaminati da Uranio Impoverito.
Leggi l'articolo dal sito "Le scienze Edizione italiana di Scientific American"
Leggi l'articolo "Funghi e nanoparticelle".
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RADIOATTIVITA FUNGHI SELVATICI
Il Laboratorio del Cantone Ticino Svizzera ha svolto nel 2006 una campagna relativa a contaminati radioattivi nei funghi selvatici Ticinesi da questa indagine analitica emerge che il livello di Cs 137 risulta basso, ma ancora rilevabile a distanza di un ventennio dall’incidente di Chernobyl.
Il limite fissato dalla UE -Regolamento CEE n.737/90- è di 600 Bequerel/Kg.
Consulta il documento del Laboratorio Cantonale |
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CRESCITA FUNGINA E RADIAZIONI
Development of the fungi radioactivity
I ricercatori dell’Albert Einstein College of Medicine AEC (USA) Yeshiva University diretto da Arturo Casadevall hanno dimostrato la capacità di alcuni funghi di usare la radioattività come fonte di energia per il loro sviluppo ,la ricerca è stata pubblicata nel Public Library of Science ONE.
LEGGI TUTTO... .
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FUNGHI SURGELATI SCADUTI
Blitz della Guardia di Finanza in una ditta del Torinese che rietichettavano quattro tonnellate di funghi scaduti dal 2005 per poi rimetterli sul mercato della distribuzione.
Vedi il video della LA7 del 03.05.2008 "PESCE E FUNGHI SCADUTI, FRODE ALIMENTARE A TORINO".
Articolo sull'ispezione dei funghi surgelati
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PRONTUARIO PER L’APPLICAZIONE
DELLE SANZIONI AMMINISTRATIVE e PENALI
AGGIORNATO ai Decreti Legislativi 190/2006 e 193/2007
CONSULTA IL PRONTUARIO...
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FORMAZIONE
ISPETTORI MICOLOGI
MICOLOGI PUBBLICI
Corsi base – post base per Micologi
Corsi di formazione per il rilascio dell'attestato di "MICOLOGO" ai sensi del D.P.R. 14 luglio 1995 n. 376 e del Decreto del Ministero della Sanità 29 novembre 1996 n. 686.
Le principali Scuole di Micologia permanenti per il rilascio dell’attestato di Micologo (Ispettore Micologo):
Scuola di Trento
La Provincia Autonoma di Trento, nel quadro delle attività di formazione del personale sanitario, promuove ogni anno la formazione per il rilascio dell'attestato di "MICOLOGO" e corsi di aggiornamento
link Scuola di formazione Trento
Scuola regionale di Perugia
Promuove ogni anno la formazione per il rilascio dell'attestato di "MICOLOGO" e corsi di aggiornamento
link Scuola di formazione Perugia
Scuola di Cesena
Promuove ogni anno la formazione per il rilascio dell'attestato di "MICOLOGO" e corsi di aggiornamento e corsi nazionali di alta specializzazione (II liv.) per Micologi
link Scuola di formazione Cesena
UNIVERSITA':
Lauree ,corsi di perfezionamento e master in Micologia
Facoltà di Agraria Dipart. di Prot. e Valoriz. Agroalimentare Dipart. di Scienze degli Alimenti
BANDO anno acc. 2007/2008 MASTER MICOLOGIA AGROALIMENTARE UNIVERSITA' BOLOGNA
Università degli Studi di Pavia - Dipartimento di Ecologia del Territorio e degli Ambienti Terrestri
L’Università degli Studi di Pavia organizza corsi e master sulle tematiche inerenti la micologia.
link Università degli Studi di Pavia
Università di Firenze
Laurea Specialistica C.G.N. e S.N.A.U in MICOLOGIA
link Università di Firenze
Università degli studi - L'AQUILA Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali
Corso di Perfezionamento in MICOLOGIA ISPETTIVA
link Università degli Studi L'Aquila
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Corso per Ispettori Micologi
(DM 686/96) Regione Sicilia
Si è tenuto il V° Modulo del Corso per Ispettori Micologi (D.M. 686/1996)
a Mondello (Palermo) dal 01/09 al 5/09/2008. Organizzato dall'U.N.P.I.S.I. Regione sicilia.
Numerosi gli argomenti trattati: riconoscimento dei funghi freschi e secchi e condizionati, legislazione, micotossicologia, riconoscimento macro e microscopico.
Tra gli illustri relatori il Prof. Emidio Borghi per il riconoscimento dei funghi condizionati, Dott. Daniele Inzani per la micotossicologia e la legislazione, Dott. Giovanni Rossi ha illustrato la nuova metodologia del controllo ufficiale "Audit"e i sistemi qualità.
E' stato svolto un'audit di formazione presso l'Azienda Agricola di fungicoltura "Funghi del Monte Mola di Rosario Buffa" sita a Filaga Prizzi (PA)
Approffitto di questo spazio per ringraziare gli organizzatori: Dr Angelo Foresta, Dr Carlo Vagliasindi, Dr.ssa Giuseppe Maria Garofalo, il titolare dell'azienda agricola che ci ha ospitati per l'Audit e tutti i discenti futuri micologi per la loro ospitalità e simpatia.
Dott Giovanni Rossi
VEDI LE FOTO DEL CORSO REGIONALE PER MICOLOGI
VEDI LE FOTO DELL'AUDIT PRESSO L'AZIENDA AGRICOLA di FILAGA PRIZZI (PA) FUNGICOLTORE
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Convegno
Internazionale
di Micologia
Il 26 e il 27 Settembre 2008 si è tenuto
a Borgo Val di Taro (Parma)
il 7° Convegno Internazionale di Micologia
sul tema “Funghi e Ambiente” e la
Celebrazione del 25° Anno di
Fondazione del Centro Studi
Nel corso della manifestazione è stata
commemorata la figura
del prof. Meinhard Moser
Vedi le foto dell'evento.
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Corso per Esperti Micologi
Si è concluso il Corso per esperti Micologi che si è tenuto il
08/09/10 Ottobre 2007 a Busana (RE)
nel cuore del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.
Organizzato dall'Azienda USl di Reggio Emilia e
patrocinata dalla
Regione Emilia-Romagna
Responsabile del progetto formativo:
Dr Jacopetti Dario
Hanno partecipato all'iniziativa i seguenti
Docenti e relatori:
- Assisi Francesca:
Dirigente Medico centro AntiVeleni
Ospedale Niguarda Milano;
- Donelli Giuseppe:
Micologo; referente scientifico dell’A.M.B.
con numerose pubblicazioni in materia;
specializzazione nella famiglia delle Russulaceae e nel
Genere Coprinus.
- Giovanardi Gian Luca:
Direttore Dipartimento Sanità Pubblica
Az. USL di RE;
- Monteleone Domenico:
funzionario Ministero Della Salute;
- Rosi Maurizio:
Direttore SIAN Az. USL di Reggio Emilia
- Rossi Giovanni:
Micologo Az. USL Parma;
- Sogni Roberto:
ARPA Piacenza Re-sponsabile Area Analitica Eccellenza
Isotopia e Radioattività Ambientale;
- Vicinelli Laura:
Servizio Veterinario ed Igiene degli Alimenti
Regione Emilia Romagna.
Relazione del Dr Giovanni Rossi T.d.P. Micologo
dell'Azienda USl di Parma sullo sviluppo della
figura del Micologo
Foto del Corso per Esperti Micologi
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INTERVISTA A
NUOVA SPAZIO RADIO
Intervista radio del 5 Agosto 2008
al Dr. Giovanni Rossi
Nuova Spazio Radio FM 88.150 sulle tematiche riguardanti
la raccolta e la prevenzione dagli avvelenamenti da funghi
epigei spontanei in Italia
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Campagna di
Prevenzione 2008
dagli avvelenamenti da funghi
LEGGI TUTTO
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Famiglia in sardegna
Avvelenata dalla mortale Amanita phalloides
Un'intera famiglia ricoverata in grave condizioni a causa
dell'ingestione della mortale Amanita phalloides.
Leggi la notizia ( fonte: Adnkronos)
Basterebbe a volte molto poco per evitare queste tragedie
portare i propri funghi presso gli Ispettorati Micologici delle ASL !
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PICCOLO DECALOGO PER I CERCATORI DI FUNGHI
RACCOLTA FUNGHI
- Evitare la raccolta indiscriminata di tutti i funghi rinvenuti, poiché solo alcune specie risultano essere eduli, ciò provoca un danno all’ecosistema;
- I funghi vanno raccolti interi e non in stato d’alterazione (ammuffiti, fradici ecc. );
- I funghi raccolti si trasportano in contenitori rigidi ed aerati (ad es. cestini di vimini) che consentono l’ulteriore disseminazione delle spore, inoltre si evitano fenomeni di compressione e di fermentazione dei funghi;
- Non raccogliere i funghi in aree sospette d’inquinamento (come es.: discariche, lungo arterie stradali ecc. );
- Assolutamente non fidarsi di presunti "esperti", far controllare tutti i funghi
raccolti solo dagli Ispettori Micologi delle Az. USL. |
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Non esistono metodi empirici (quali le prove con l’aglio, monete d’argento ecc. ) per verificare se un fungo sia edule o velenoso;
La cottura, l’essicazione o altri sistemi non servono a svelenare i funghi mortali (Amanita phalloides, A.. verna, A. virosa, Lepiota specie,Cortinarius orellanus e altri) le tossine sono termostabili e quindi non perdono la loro tossicità;
Tutti i funghi vanno mangiati ben cotti da crudi essi sono scarsamente digeribili, se non addirittura velenosi (il comune "chiodino" Armillaria mellea è tossico se non è effettuata una prebollitura di almeno 15-20 minuti prima della cottura definitiva) perché contengono tossine termolabili le quali si degradono alla cottura;
Non si devono somministrare i funghi ai bambini, donne in stato di gravidanza o persone che presentano intolleranza a particolari farmaci o disturbi allo stomaco, al fegato ed al pancreas senza il consenso del medico. |
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CHE COSA FARE IN CASO D’AVVELENAMENTO DA FUNGHI
- Se dopo aver consumato dei funghi insorgono disturbi recarsi immediatamente al più vicino Pronto Soccorso;
- Portare tutti gli avanzi dei funghi disponibili, compresi quelli gettati in pattumiera, utili ai fini del riconoscimento
PER ULTERIORI INFORMAZIONI CONSULTATE:
LE PAGINE DEL SITO DEL MINISTERO DELLA SALUTE "Funghi: come consumarli e cosa fare in caso di intossicazione "
Il sito del CORPO FORESTALE DELLO STATO che ha pubblicato un opuscolo utile per i raccoglitori di funghi.
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VIDEO DELLA COMMISSIONE EUROPEA
"From farm to the fork" SUGLI ORGANISMI
DI CONTROLLO (FVO) - (EFSA) E SUL
SISTEMA DI ALLERTA RAPIDO
(RASSF).
VEDI IL VIDEO DELLA COMMISSIONE
"From farm to the fork "
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VIDEO SUL CONTROLLO UFFICIALE
TECNICI DELLA PREVENZIONE MICOLOGI
SERVIZIO SIAN AZIENDA USL MILANO DUE
VEDI IL VIDEO ASL MILANO DUE SERVIZIO SIAN "La verifica degli alimenti e
dell'acqua potabile e dei funghi epigei selvatici"
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Importazione di funghi epigei freschi,
secchi o altrimenti conservati e preparati.
I controlli ai punti d’entrata offre innegabilmente la maggiore sicurezza dal punto di vista sanitario, poiché evita che partite di funghi non conformi siano messi in libera circolazione nella Comunità europea.
I controlli igienico sanitari all’importazione da Paesi Terzi sono dello Stato e sono attribuiti al Ministero della Salute mentre i controlli fitosanitari, che riguardano le misure di protezione contro l'introduzione negli stati membri di organismi nocivi ai vegetali e ai prodotti vegetali, sono svolti dal Servizio fitosanitario nazionale coordinato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.
Al momento dell’ingresso nel territorio nazionale (nei porti, aeroporti e dogane interne), tutte le partite di merci di interesse sanitario, ivi compresi gli alimenti di origine non animale destinati al consumo umano, provenienti da Paesi extra-europei, devono essere sottoposte ad un controllo igienico-sanitario a cura dell’USMA competente territorialmente.
Il controllo, può essere di tipo documentale, di identità e o analitico a secondo della tipologia di merce, della provenienza e delle disposizione vigenti. Il controllo è intensificato a seguito di segnalazioni specifiche di allerta circa una determinata contaminazione o situazione di pericolo.
Nel territorio italiano possono essere liberamente importare specie fungine appartenenti alle specie elencate nelle relative liste positive DPR 376/95
"Regolamento concernente la disciplina della raccolta e della commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati" , con il rispetto ovviamente delle condizioni di commercializzazione previste per i prodotti
nazionali (Reg. Ce 178/2002 - L. 283/62 ), per le specie non ricomprese nella lista positiva negli articoli 4, comma 3, e art. 9 comma 3 del DPR 376/95 prevede che è consetita la commercializzazione (e per conseguenza l’importazione) nel territorio italiano di specie fungine spontanee e coltivate ,fresche, secche o altrimenti preparate e conservate, comunque diverse dalle specie elencate nella lista positiva riportata nel citatto D.P.R. a condizione che esso siano state ovviamente riconosciute commestibili dalle competenti autorità del Paese di origine.
Pertanto tutte le partite di specie fungine spontanee e coltivate, non ricomprese nella suddetta lista positiva ,presentate alla importazione da Paesi extracomunitari e quelle introdotte da Paesi CE nel territorio italiano devono essere accompagnate da una certificazione/attestazione di commestibilità rilasciata nel Paese di origine dalle competenti autorità di quel Paese.
Allo stato attuale gli Uffici periferici del Ministero della salute (USMA) non dispongono di personale qualificato nel settore (Ispettori Micologi) e pertanto i controlli delle partite di funghi in importazione vengano delegati ,mediante trasferimento della merce in vincolo sanitario ai competenti Ispettorati Micologici dell’ASL di destinazione.
Si richiama la nota a tal senso del Ministero della Sanità del 16.12.1999 Prot.600.14/2a/56.64/611.
Per contaminanti Cs 136 e 137 in base al Regolamento della Commissione Reg. CE 1635/2006 del 06/11/2006 vi è l’obbligo del prelievo di campioni da parte degli Uffici USMA con frequenza appropriate per i funghi provenienti dai seguenti paesi:
ALBANIA, BIELORUSSIA, BOSNIA ERZEGOVINA ,BULGARIA, CROAZIA ,EX REP. IUGOSLAVA MACEDONIA ,LIECHTENSTEIN ,MOLDAVIA ,NORVEGIA ,REPUBBLICA FEDERALE DI IUGOSLAVIA ,ROMANIA ,RUSSIA ,SVIZZERA ,TURCHIA ,UCRAINA.
Al termine dei controlli l'USMA, verificata la non pericolosità della merce, rilascerà un nulla osta all'importazione , in caso contrario la merce sarà respinta o distrutta.
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Funghi eduli freschi
& tossinfezioni alimentari
Da recenti studi risulterebbe che i funghi eduli freschi possono veicolare tossinfezioni: si tratterebbe di infezioni batteriche, virali o fungine (micromiceti), in cui il carpoforo del fungo superiore servirebbe solamente da veicolo di introduzione del microrganismo patogeno.
...LEGGI TUTTO
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INDAGINE F.S.A.:
PRESENZA DI METALLI PESANTI
IN FUNGHI COLTIVATI
Metals in mushroom
Da un’indagine pubblicata dalla F.S.A. (Food Standards Agency) del Regno Unito l'Agenzia ha provveduto ad analizzare 310 alimenti per la ricerca di metalli (alluminio, arsenico, manganese , cadmio, rame, ferro, piombo, zinco) 120 campioni di verdure a radici, 30 di noci, 35 di frutta secca, 50 di funghi, 25 di miele, 25 di dolciumi e 25 di carne di fagiano e cervo.
I prodotti alimentari sono stati acquistati in vari esercizi commerciali su tutto il territorio del Regno Unito. Dall'indagine è emerso che quattro campioni di funghi coltivati (si tratta di funghi Shiitake Lentinus edodes di importazione Cinese) e nove campioni di noci ( pinoli) hanno mostrato livelli di cadmio superiori ai limiti di legge.
Scarica l'indagine F.S.A .
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AL BANDO I FUNGHI
ALLUCINOGENI IN OLANDA
E' notizia di questi giorni che Il Governo Olandese presenterà a breve un disegno di legge per vietare la vendita dei funghi allucinogeni.
In Olanda i funghi allucinogeni sono veduti liberamente nei "smart shop".
L'allarme funghi è scattato dopo una serie di incidenti (suicidi , avvelenamenti ecc. ) causati dal consumo di funghi allucinogeni dove sono stati coinvolti anche dei turisti.
Il Ministero della Sanita' Olandese ha reso pubblici i dati inerenti all'assunzione di queste droghe che hanno causato l'ospedalizzazione dai 55 nel 2004 ad oltre 100 nel 2007.
Scarica il documento Focus sulle droghe Osservatorio Europeo delle droghe e delle Tossicodipendenza |
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MICOTOSSICOLOGIA
AVVELENAMENTI DA FUNGHI
Modalità operativa dell'Ispettore Micologo nel
caso di avvelenamento da funghi
Dott. Giovanni Rossi
Le aziende USL nell’ambito dell’attività di reperibilità degli alimenti, deve essere prevista anche a quella MICOLOGICA ,almeno nei periodi di massima sttività di raccolta fungina. L’Ispettore MicologoTecnico della Prevenzione reperibile dovrà essere convocato il più rapidamente possibile dalla struttura ospedaliera.
L’opera del micologo si rivolge essenzialmente.·
- a) stabilire la natura dei funghi ingeriti·
- b) a comunicare al medico la sindrome specifica inerente la specie tossica identificata.-
DIAGNOSI MICOLOGICA-INDAGINE INDIRETTA
L’Ispettore Micologo dovrà raccogliere una serie d’informazione utili per la diagnosi micologica dalle seguenti persone: paziente (se possibile), famigliari presenti , ogni eventuale persona che possa riferire circostanze utili ,in particolare:·
- a) se i funghi consumati erano in buone condizioni di freschezza, preparazione culinaria, modalità di conservazione;
- b) L’ora quando è avvenuta l’ingestione dei funghi e l’ora di comparsa dei primi sintomi (IMPORTATE PER DEFINIRE SE UNA SINDROME A BREVE O A LUNGA LATENZA);
- c) Descrizione dei funghi aiutandosi con tavole a colori dei principali funghi velenosi-il luogo di provenienza, habitat, stagione di crescita ecc.· se i funghi sono stati consumati in un solo pasto o in pasti diversi ( è un dato essenziale per poter stabilire se si tratta di Sindrome a lunga incubazione.
Questi dati possono essere anche NON ATTENDIBILI, ricordiamo che la maggior parte delle volte siamo di fronte a persone che non hanno la minima conoscenza di micologia e si improvvisano esperti raccoglitori, oppure i funghi sono stati regalati o consumati in ristoranti.
INDAGINE SECONDARIA ( EXTRA OSPEDALIERA)
Nel caso in cui non è disponibile i residui del fungo ed il caso più frequente, è necessario:Recarsi nel più breve tempo possibile presso il domicilio dell’intossicato per trovare gli avanzi gettati del pasto o presso il luogo di crescita dei funghi raccolti per reperirne degli altri. |
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INDAGINE DIRETTA Residui dei funghi consumati
I residui che vengono generalmente portati in ospedale possono essere:·
- Funghi freschi : interi o tagliati avanzi o residui della pulitura·
- Funghi cotti: pezzi di funghi cotti (fritti, saltati in padella ,impanati ecc. )
- Funghi secchi·
- Funghi congelati·
- Funghi sott’oli-
- Vomito o feci
Si eseguono sui residui le seguenti indagini:·
- 1. MACROSCOPICA
- 2. MACROCHIMICA
- 3. MICROSCOPICA
L’analisi MACROSCOPICA è in grado di fornire immediatamente la diagnosi del genere e della specie ingerita nelle condizioni che i residui non siano di pezzatura molto ridotta. L’esame può essere eseguito direttamente presso la medicina d’urgenza: basta un tavolino ,della carta assorbente e una pinzetta.
Residui di funghi “freschi”
Per i funghi che non hanno subito alcun trattamento “freschi” e interi la determinazione risulta abbastanza facile.
Residui di funghi “freschi” tagliati, pelatura ecc.
Nel caso invece di pezzi tagliati e o residui della pulitura si procede nel seguente modo:
Si distribuiscono i pezzi di fungo su un foglio di carta bianca, utilizzando una pinzetta i funghi vengono raggruppati nel seguente modo al fine di poter ricostruire il fungo:
- Pezzi di Cappello
- Pezzi di lamella o di tubuli ( IMENIO : ossia lamelle per le Agaricacee, tubuli e pori per le Boletacee)·
- Pezzi di gambo·
- Pezzi di bulbo o della base del fungo·
- Pezzi non identificabili
Con molta pazienza si esaminano i vari gruppi sopra indicati, si farà attenzione a tutte le caratteristiche morfobotaniche (ornamentazioni, sezioni e colore delle lamelle, presenza di anello, ecc...) è importante anche l’odore determinate per alcune specie, ad esempio: odore di fenolo =Agaricus xanthoderma , odore di farina=Entoloma lividum ecc. .
Molte volte bastano pochi pezzi per arrivare al genere e alla specie, un esempioun piccolo pezzo di cappello color oliva con fibrille innate (tipo madreperla) e lamelle bianche un piccolo pezzo di gambo di colore bianco con bande zebrate.= Amanita phalloides
Nel caso che tutti i pezzi non siano identificabili perché di pezzatura piccola o con poche caratteristiche morfobotaniche si utilizza l’indagine macrochimica e microscopica (vedi punto 2 e 3). |
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Residui funghi cotti-
La cottura provoca la variazione del colore naturale del fungo e della sua consistenza e dell’odore, il procedimento utilizzato è simile a quello che abbiamo visto precedentemente è necessario comunque “Pulire” i funghi dai residui del condimento utilizzato ecc. .Per tale scopo si utilizzano dei piatti bianchi in porcellana, i funghi cotti vengono distribuiti lungo la circonferenza del piatto, con una spruzzetta d’acqua distillata si lavano i pezzi di fungo ,sul fondo si deposita un brodino costituito del condimento, sugo ecc. ,viene filtrato, tolto il grasso aiutandosi con del cotone e il liquido poi viene utilizzato per la preparazione di vetrini per l’indagine microscopica (vedi punto 3) Si ripete le operazione di lavaggio con acqua distillata ,l’acqua viene raccolta per le successive indagine microscopica I pezzi di fungo cotti “Lavati” vengono poi posti su un foglio di carta assorbente e si procede all’identificazione morfobotanica come sopra. |
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Residui funghi secchi
Comunemente i funghi secchi che vengono utilizzati per uso alimentare sono i Porcini (Boletus edulis e relativo gruppo) non è raro che in alcune partite di funghi secchi si rinvengono fette di fungo non appartenente ai Porcini si tratta di impurezze vegetali, altre volte di vere e proprie sofisticazioni con altre Boletacee, altre volte di funghi non commestibili o peggio tossiche.
L’azione del Micologo in questo caso è di ricercare eventualmente le specie tossiche, si procede nel seguente modo si suddividono le fette nei seguenti gruppi:
- A -sezioni di funghi con la presenza di tubuli e pori·
- B -sezioni di gambo
- C -sezioni non identificabili o con colori della carne estranee al gruppo B.edulis (la carne della sez. edulis è bianca può assumere una colorazione avorio o nocciolo o marroncina a seconda dell’origine e dal tipo di essiccazione)
A -Nel primo gruppo la presenza dei tubuli e pori (imenoforo) esclude la presenza di funghi a lamelle ,una successiva indagine servirà per identificare se appartengono alla specie dei “Porcini”, la colorazione dei tubuli va dal [BIANCO-NOCCIOLA (carpofori giovani) ,VERDE –VERDE-MARRONE (carpofori maturi).
Si ricorda che nelle Boletacee esistono poco specie tossiche (Boletus satanas, B. purpureus e qualche altro a pori rossi) che comunque non provocano intossicazioni “gravi” ma di tipo gastrointestinale a breve incubazione.
Nel secondo gruppo la presenza in alto dello stipite (gambo) di un reticolo bianco esclude la presenza di funghi lamellari , la presenza invece di fette di gambo prive di reticolo con aspetto “cartaceo” e a forma di un piccolo cartoccio vuoto (gambi di amanita), o la carne suberosa con aree trasversale vuote in numero di due ,tre,o quattro (gambi di russule) la presenza di bulbi basali o tracce di volva o di anello indicano che siamo di fronte a specie estranee ai porcini (in particolare gambi di amanita sp. o di russule o lattari sp.) è necessario quindi procedere alle analisi MACROCHIMICA e MICROSCOPICA.
C -Le fette non identificabili verranno utilizzate per le indagini MACROCHIMICHE e MICROSCOPICA.
-Residui funghi congelati-
-Funghi congelati le caratteristiche rimangano inalterate, l’unico problema che il fungo scongelato facilmente rammolisce, si effettua quindi il controllo rapidamente come per i residui dei freschi.-Residui funghi sott’olio- Il fungo può essere lavato con acqua calda ed un detergente molto delicato per poterlo sgrassare e quindi esaminare, con una carta assorbente si tamponano i funghi e si procede come sopra
Residui di fungo provenienti dal succo gastrico o dalle feci Queste indagini richiede un laboratorio ben attrezzato - |
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2. MACROCHIMICA
L’identificazione di alcune specie di funghi è facilitata da variazione di colore che si verificano a contatto dei funghi con varie sostanze chimiche , vengono riportate queste due metodiche molto semplici utili per l’identificazione·
Ricerca qualitativa delle AMANITINE ZEITUNG PAPIER TEST sac. Wieland e Coll Il test si base su una reazione tra lignina (carta da giornale) e AMATOSSINE in ambiente acido.·
Un’altra ricerca qualitativa è il contenuto di ORELLANINA metodo R. Poder & E Feifel·
Reazione colorimetrica per indentificazione delle specie di funghi essiccate non commestibili o altro materiale frammisto alle specie commestibili Metodica Dr Emidio Borghi |
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RICERCA DELLE AMANITINE “Zeitung-Papier Test”
Un metodo di rilevazione delle AMANITINE di tipo quantitativo è il "Zeitung-Papier Test di sac. Wieland e Coll.”
Un metodo molto semplice dove può essere eseguito in ogni luogo e non necessità di sofisticate attrezzature analitiche, è quindi un valido aiuto per diagnosi d’avvelenamenti da funghi particolarmente difficoltose.
Il test molto semplice sì base su una reazione tra lignina (carta da giornale) e AMATOSSINE in ambiente acido.
Le amatossine sono contenute in funghi MORTALI a sindrome a lunga incubazione : Amanita phalloides, A.verna, A. virosa.
Reattivi: Acido Cloridrico HCl per uso commerciale al 37%
Metodica:
- 1) Il residuo del fungo fresco ( si può utilizzare anche un frammento di fungo secco fatto rinvenire con un po’ d’acqua distillata) viene schiacciato facendo cadere il succo su una normale carta da giornale bianca ;
- 2) La macchia dovrà essere essiccata ponendo per qualche minuto il pezzo di carta su una normale fonte di calore (asciugacapelli, lampadina ecc. );
- 3) Si prende HCl (Acido Cloridrico) e se ne versi una goccia sulla macchia essiccata;
- 4) Si aspetti anche 20-30 minuti, se la reazione è POSITIVA per la presenza d’AMANITINE, La carta assumerà una tipica colorazione azzurrina( Vedi FOTO "A");
- 5) E’ buona norma effettuare una prova in “Bianco” ( vedi foto "B")utilizzando su un altro foglio solo il reattivo per il “Controllo”.
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3. MICROSCOPICA
L’analisi microscopica richiede del tempo e una idonea attrezzatura, pertanto è consigliabile effettuarla nei seguenti casi:·
per avere delle conferme diagnostiche particolarmente difficili e per escludere specie MORTALI (CITOTOSICHE)·
frammenti di funghi espulsi con il lavaggio gastrico o dalle feci dell’intossicato.
Ai fini determinativi ha una grandissima importanza l’esame delle spore, in particolare si guarderà:
- A) colore·
- B) forma·
- C) ornamentazione·
- D) dimensioni·
- E) ricerca amiloidia .
- F) L’AMILOIDIA
L’AMILOIDIA è una reazione microchimica importantissima per la ricerca delle spore di A. phalloide che si ottiene con il reagente di MELZER (L’amido reagisce con lo Iodio dando una colorazione blu-violetta).La membrana di alcune spore o le sue ornamentazioni si colorano in blu,verde-grigio,violetto più o meno intenso;le pareti interne di alcune ife,invece si colorano in rosso più o meno vinoso o rosso-bruno DESTRINOIDIA o PSEUDOAMILOIDIA.
Alcuni esempi: Nell’Amanita phalloides/Amanita verna/Amanita virosa le spore sono sub globose lisce, ialine, abbastanza grandi (8-10u) e AMILOIDI
Le spore dell’Amanita muscaria/ Amanita pantherina/Amanita junquillea sono molto simili, ma non AMILOIDE
Nell’ Entoloma lividum le spore sono rosee (8-11u) e di forma poligonale NON AMILOIDE Le spore incolori e bianche in massa di Macrolepiota,Leucoagaricus,Lepiota,Leucocprinus,Hygrophoropsis aurantiaca con il reattivo di Melzer si colorano in rossobruno cupo DESTRINOIDE.
Le spore del genere Melanoleuca,Leucopaxillus,Lactarius,Russula,Lentinellus hanno le ornamentazioni AMILOIDE .
Inocybe, spore oblunghe ,reniforme o anche stellate ,ma di color ocracee ecc.
CAMPIONI DI FUNGHI DA INOLTRARE c/o LABORATORI SPECIALISTICI
Ci si potrà trovare di fronte a casi complessi e non ben inquadrabili. A questo punto il Micologo per quanto gli compete dovrà supportare il medico nella ricerca in questi casi è importante inviare i campioni a centri specializzati per le eventuali analisi del caso per le successive ricerche:
- -ricerca batteriologica (presenza di patogeni, di muffe ecc. )
- -ricerca delle alfa amanitine nelle urine (urine da raccogliersi prima della reidratazione sono sufficienti pochi mL)
- -ricerca chimica: residui di fitofarmaci, metalli pesanti
- -ricerca delle micotossine
- -altre ricerche specificheDIAGNOSI MICOLOGICA FINALE
L'Ispettore Micologo comunicherà le conclusioni dell’indagine micologica al personale medico della struttura ospedaliera cosicchè potrà organizzare in modo specifico e adeguato il suo intervento terapeutico , indirizzandosi nella giusta direzione risparmiando al paziente inutili interventi, abbreviandone il periodo di recupero.
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BIBLIOGRAFIA CONSULTATA:
- Azienda USL di Parma ATTI DEI CORSI DI AGGIORNAMENTO DI MICOTOSSICOLOGIA anni 1997-2000·
- Bruno Cetto I FUNGHI DAL VERO Saturnia ·
- G. D’Antuono R. Tomasi I FUNGHI VELENOSI TOSSICOLOGIA MICOLOGICA TERAPIA CLINICA Edagricole·
- Riccardo Mazza FUNGHI COMMESTIBILI E VELENOSI A CONFRONTO Fabbri Editori·
- Nando Togni Filiberti F. I FUNGHI FRESCHI,SECCHI E CONSERVATI NELLA PRATICA ISPETTIVA edagricole·
- Karl Kob I PRINCIPALI FUNGHI VELENOSI E LE INTOSSICAZIONI” Anno 1992·
- Emidio Borghi IL CONTROLLO SANITARIO DEI FUNGHI CONSERVATI Edizioni G.E.M.A.·
- ORELLANINA:UN METODO SEMPLICE PER LA SUA DETERMINAZIONE NEI CARPOFORI R.Poder&E.Feifel Istituto di Microbiologia dell’Università di Inssbuck·
- Andrea B. Alessandro B. Alessandro.C INTRODUZIONE ALLO STUDIO DEI FUNGHI Editrice IL LIBRO·
- Pelizzari V. & Moser M. –Non protein Amino-acids as toxic principle in species of Amanita –Pagine di micologi
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Sindrome
Cripto-mainica ?
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SINDROME ACROERITROMELALGICA O ERITROMELALGICA
INTOXICATION PAR CHAMPIGNONS ET ERYTHERMALGIE
Questa particolare sindrome non provoca alcun disturbo gastrointestinale, è stata descritta la prima volta in Giappone nel 1918 da Ichimura (1) la specie che causa questa sindrome è la Clitocybe acromelalga , volgarmente chiamato“Fungo delle ustioni o fungo tossico del bambù”.
L’ eritromelalgia è una rara sindrome da vasodilatazione parossistica caratterizzata da dolore urente con aumento della temperatura corporea e arrossamento dei piedi e delle mani la fisiopatologia è ancora sconosciuta.
Nakamura 1987 descriveva (2) questa sindrome:
“ Dopo l’ingestione C. acromelalga appaiano dolori che persistono da tre a cinque settimane, non alleviata dagli analgesici, con rossore alle dite e degli alluci. L’evoluzione si realizza in otto giorni a cinque mesi senza ripercussioni… .”
Le tossine che contiene il micete colpiscono le fibre amieliliche del sistema nervoso autonomo.
Una decina di tossine sono state estratte fra cui acidi acromelici A e B (Konno, 1988) questi composti aminoacidi assomigliano strutturalmente agli acidi Kainico e Domoico, potenti neuroeccitatori. Questi acidi acromelici, prima identificati in C. acromelalga non sono state rinvenute nella specie “Europea” Clitocybe amoenolens (3 ) (4).
Non solo in Giappone e nella Corea del Sud sono state registrate questa sindrome , ma anche in Europa (1996) Lanslebourg in Savoia dopo l’ingestione di una specie confusa per Lepista inversache è risultata poi trattarsi della Clitocybe amoenoles (24 a 48 ore dall’ingestione si sono avuti i primi sintomi).
Pure in Italia (1997) ad Avezzano (7) , otto persone, manifestarono una sindrome eritromelalgica, la sintomatologia è comparsa dopo ben 4-6 giorni, con dolori alle estremità dei piedi e delle mani, della gola, del naso e dei padiglioni auricolari. Presenza di un endema alle estremità con iperemia cutanea, gli intossicati avevano forti dolori ai piedi sopratutto la mattina al risveglio con grosse difficoltà a deambulare.
Il fungo responsabile della sindrome risultò essere sempre la Clitocybe amoenolens.
Per saperne di più, fonte bibliografica da consultare:
- 1)Ichimura T. A new poisonous mushroom. Bot Gaz (Tokyo), 1918, 65,109-111;
- 2)Nakamura K, Shoyama F., Toyama J, Tateishi K., Empoisonnement par le Dokou-sassa Ko Japanese Jounal of Toxicology 1987,0,35-39;
- 3)Konno K., Hashimato K.,Ohfune Y.,Shirahama H.,Matsumoto T., “Acromelic acids A and B isolated from Clitocybe acromelalga” Journal of the American Chemical Society 1988; 110, 4807-4815;
- 4) SAVIUC P. “Intoxication par champignons et aerythermalgie” Bulletin d'Information toxixologique du centre antipoison du Quebec 1999, 15 (3), 4-6;
- 5) J. Toxicol Clin Toxicol. 2001; 39 (4): 403-7 “Erythromelalgia and mushroom poisoning” Saviuc PF, Danel VC, Moreau PA, Guez DR, Claustre AM, Carpentier PH, Mallaret MP, Ducluzeau R. Departement Pluridisciplinaire de Medecine, centre Hospitalier Universitaire,Grenoble, France;
- 6) Vet Hum Toxicol. 2003 aug; 45 (4) :180-2 “Toxicity of the Clitocybe amoenolens mushroom in the rat” Saviuc P, Dematteis M.,Mezin P.,Danel V.,Mallaret M. Unite de Toxicologie Clinique Grenoble ,France;
- 7) Leonardi.M.,Ciulli G.,Pacioni G. & Recchia, G. (2002) “Una intossicazione collettiva da Clitocybe amoenolens riconducibile alla sindrome acromelelgica” Micol. E Veget. Medit. 17, 2: 133-142.
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L'ENIGMA DEL TRICHOLOMA EQUESTRE
Un recente articolo scientifico "Suspected myotoxicity of edible wild mushrooms" pubblicato a febbraio 2006 (Exp Biol Med Maywood 2006 Feb; 231(2): 221-8) da Nieminen P, Kirsi M, Mustonen AM dell' Università di Joensuu, reparto di biologia Finlandese apre una nuova ipotesi sulla sindrome rabdomilitica dovuta al T. equestre.
Nel 2001, sul “The New England Jornal of Medicine” importante rivista medica internazionale, riportava i studi condotti dal Centro Antiveleni dell’Ospedale universitario di Bordeaux nel periodo 1992 - 2000, su diversi casi diintossicazione da Tricholoma equestre (L.: Fr.) Kumm. o Tricholoma flavovirens (Pers. : Fr.) Lundell & Nannf dove vi erano stati ben tre decessi con dimostrazione autoptica di cardiotossicità. I casi di avvelenamento erano stati osservati in dodici persone
che avevano mangiato questo fungo, in quantità abbondanti e per più pasti consecutivi, provocando una grave forma di necrosi muscolare, rabdomiolisi ,la distruzione delle cellule muscolari causa il rilascio nel sangue di un pigmento tossico, la mioglobina, che, accumulandosi, può essere causa di insufficienza renale e può portare alla morte.
L’intossicazione fu riprodotta dai ricercatori francesi su animali da esperimento, con estratti di T. equestre, le dosi utilizzate risultavano molto alte in rapporto al peso degli animali , per cui si può ipotizzare che ,anche nell’uomo, l’intossicazione si verifichi solo al raggiungimento di un certo valore soglia, come il consumo abbondante in due tre giorni consecutivi.
Nel 2001 in Taiwan sono stati segnalati alcuni casi di rabdomiolisi per ingestione di funghi appartenenti non alla specie T. equestre, ma a bensì alla Russula subnigricans.
Nel 2002, due casi in Polonia conseguenti a nove pasti consecutivi dovuti al Tricholoma equestre. In Italia non sono stati segnalati finora casi di questa intossicazione .
Da questo studio dell’Università Filandese si suppone che altri funghi potrebbero contenere residui chimici che causerebbero effetti tossici simili al T. equestre.
Da questa ricerca 86 topi di laboratorio sono stati sottoposti per cinque giorni (3, 6, or 9 g/kg body mass/day) al consumo di funghi commestibili appartenenti alle specie Russula spp, Cantharellus cibarius, Albatrellus ovinus, Leccinium versipelle, sono stati mescolati con la dieta normale del roditore. L'attività della chinasi della creatina del plasma è aumentata con tutte la specie fungine studiate ( 9 g/kg body mass/day) mentre l'esame istologico dei campioni del fegato e del muscolo dei ratti sono risultati inalterati.
L'ipotesi e che gli effetti tossici precedentemente osservati non sono specifici del Tricholoma equestre, ma probabilmente rappresenta una risposta non specifica dalla quantità significativa del fungo ingerita.
> Fonte: consultata PUb Med
Caso di sindrome nefrotossica, non falloidea, "NORLEUCINICA" da ingestione di funghi genere Amanita sottogenre Lepidella presso ospedale dell'università di E-Da, Kaohsiung, Taiwan
Sono ormai diversi i casi osservati nel mondo dovuti a questa recente nuove sindrome, riguardano alcune Amanita del sottogenere Lepidella, principalmente A. sminthiana da questa amanita i studiosi Benidict e Chilton avevano isolato un aminocido allenico non proteico norleucina allenica da qui il nome di sindrome "Norleucinica". La latenza risulta breve dalle 4 alle 10 ore, la sintomatologia iniziale è di tipo gastrointestinale a uifa seguito fra le 24 le 72 or un quadro di intossicazione renale. La funzione renale viene ripristinato molto lentamente dopo circa 6-10 giorni. In Italia si sono registrati alcuni casi causati da ingestione di A. proxima.
W Di Yang, Lin Ch, Huang JW, Zanna Cc. Reparto di medicina interna, ospedale dell'università di E-Da, Kaohsiung, Taiwan.
Si sono registrati due casi di avvelenamento a Taiwan causati dall'ingestione di A smithiana. Un uomo 54 anni e la sua moglie 52 anni sono stati ricoverati con problemi renali acuti renali dopo circa un giorno dall'ingestione giorno dopo l'ingestione hanno fatto un recupero completo dopo emodialisi ed il trattamento di appoggio.
> Fonte: consultata PUb Med Fonti da consultare:
- Pelizzari & Moser, Pagine di Micologia, n. 11, 1999;
- Dott. Francesco Bellù "I principali funghi velenosi e le loro intossicazioni"Atti dei corsi di aggiornamento di micotossicologia anni 1997-2000 pubblicati dall' Azienda USl di Parma.
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Funghi Bioluminescenti
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FUNGHI BIOLUMINISCENTI NUOVA SPECIE Bioluminescent Mushroom
La chemiluminescenza è l'emissione di radiazione elettromagnetica radiazione nel campo del visibile e dell’infrarosso,dovuta ad una reazione chimica di tipo esotermica, nel caso che il fenomeno avvenga all’interno di un organismo vivente allora si parla appunto di bioluminescenza coinvolge enzimi (luciferasi) o fotoproteine. Il fenomeno della bioluminescenza è ampiamente diffuso in natura nei batteri ,negli organismi marini ,soprattutto quelle che abitano nelle profondità oceaniche, negli organismi terrestri dagli insetti lucciole ed alcune specie di vermi, alghe e nei funghi.
Tra i funghi i casi di bioluminescenza si possono riunire in due gruppi:
- A) Emissione di luce limitato agli organi riproduttivi “Imenio”, tipico è il caso riguardante la Clitocybe olearia. Tale luminescenza attira gli insetti notturni sulle lamelle in modo che gli stessi diventano trasportatori di spore facilitando la dispersione delle spore e quindi della riproduzione.
- B) Il micelio risulta luminescente rendendo il suo substrato (legno, vecchi tronchi ecc. ) luminescente.
Un esempio di tale fenomeno è l’Armillaria oscura, diffusa nei boschi del nord europa, qui la luminescenza e dovuta appunto al micelio, le ife penetrando nella corteccia degli alberi lo rende a sua volta fosforescente.
Questa proprietà era conosciuta e descritta già nel 500 nell’opera Scandinava “Historia de gentibus septentrioanlibus” dove viene descritto il fenomeno di pali di legno cariato da "funghi" che emanano luce tenue durante la notte. Lo stesso fenomeno dovuta a micelio fosforescente si ritrova nei miceli del Laetiporus sulphureus e Xylaria hypoxylon.
E’ stato scoperto da ricercatori dell'Università di San Paolo nella Mata Atlantica, in Mato Grosso e pubblicati nell’articolo D.E. Desjardin, M.Capelari e C.V. Stevani “A new bioluminescent agaric from Sao Paulo, Brazil” una nuova specie Gerronema viridilucens Desjardin, Capelari et Stevani, sp. nov. raccolta sulle cortecce degli alberi viventi di Eugenia fluminensis.
Questa specie è stata raccolta nella regione del Mata Atlantica del parco Ribeira Valley vicino a San Paolo del Brasile. Una caratteristica insolita di questa nuova specie è che le lamelle emettono la luce giallastra-verde luminosa ad una lunghezza d’onda massima di 530 nm, tale caratteristica fa si che questi funghi siano visibili nella foresta di notte. Il Gerronema emette luce sia dal gambo che dalla cappella dalle 24 alle 48 ore.
Questa caratteristica è presente anche in diverse altre specie di funghi:
Nel genere Mycena se ne contano diverse specie bioluminescenti:
Mycena lucentipes, Mycena fera, Mycena asteria,Mycena discobasis, Mycena sinceri altre specie fungine sono: Lampteromyces spp.,Neonothopanus,Panellus spp.,Clitocybe olearia , Armillaria oscura.
GALLERIA FOTOGRAFICA dal sito Fungi Bioluminescence Laboratory- Academic and Applied Research on Fungi Bioluminescence-
GALLERIA FOTOGRAFICA dal sito Nationalgeographic “New Glowing Fungi Species Found in Brazil”
Bibliografia da consultare:
- Calleja, G.B. and Reynolds,G.T. (1970) Spatial distribution of light in luminescent fungal mycelia. Archiv fur Mikrobiologie 71:31-34;
- Corner, E.J.H (1954) Further descrptions of luminous agarics. Trasactions of the British Mycological Society 37: 256-271;
- Wassink,E.C. (1979) On fungus luminescence. Medelingen van de landbouwhogeschool, Wageningen 79-5: 1-43;
- Marcello G. Intini Natura e Ambiente Funghi caratteristiche e ambienti di vita di macromiceti legnicoli delle zone temperate e tropicali Edizioni IT-COMM. Firenze
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Flammulina velutipes
La flammulina "fungo invernale" |
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Sono trascorsi più di dieci anni dalla pubblicazione del
Decreto Ministeriale 17 gennaio 1997 n. 58 sulla figura e
relativo profilo professionale del
“TECNICO DELLA PREVENZIONE NELL'AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO”.
Questo Decreto ha aperto la strada all'emancipazione di questa professione attraverso tutto un susseguirsi di altre normative che brevemente ricordiamo:
- Legge n. 341 del 1990 “riforma degli ordinamenti didattici
universitari”, istitutiva dei diplomi universitari;
- Decreto legislativo n. 502 del 1992, delineante la definizione delle professioni sanitarie e relativi profili;
- Decreto legislativo n. 29 del 1993, riforma del pubblico impiego;
- D.M 58/97 istitutivo del profilo professionale del tecnico della Prevenzione;
- Legge n. 42 del 1999, abolizione della definizione di “arte ausiliaria”;
- D.M. n. 509 del 1999, “regolamento recante norme concernenti l’autonomia didattica degli atenei”;
- D.M. 27 luglio 2000 equipollenza di diplomi e attestati al diploma universitario del T.d.P.;
- Legge n. 251 del 2000 che istituisce la dirigenza Tecnica della Prevenzione e le lauree specialistiche;
- D.M. 2 aprile del 2001, “determinazione delle classi di laurea universitarie delle professioni sanitarie”;
- Legge 43/2006 "disposizioni in materia di professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione e delega al Governo per l'istituzione dei relativi ordini professionali;
- ACCORDO STATO REGIONI 15 novembre 2007 per La Disciplina della Qualifica unica dI DIRIGENTE delle professioni sanitarie;
- ACCORDO STATO REGIONI 1 agosto 2007 per La Funzione di Coordinamento delle professioni sanitarie.
I T.d.P. che operano in Italia sono diverse migliaia (circa 10.000) sono presenti su tutto il territorio nazionale nei vari servizi AUSL (SIAN, SIP, Medicina del Lavoro, Servizi Veterinari) e nelle Agenzie ARPA Regionali per la protezione dell'ambiente.
Rivestono per il loro delicato ruolo la qualifica di Ufficiale di Polizia Giudiziaria vigilano e controllano: gli ambienti di vita e di lavoro, la rispondenza delle strutture e degli ambienti in relazione alle attività ad esse connesse; la qualità degli alimenti e bevande destinati all’alimentazione, dalla produzione al consumo; l’igiene e la sanità veterinaria; i prodotti cosmetici.
Il Tecnico della Prevenzione
risulta ancor oggi una professione poco conosciuta a differenza di altre
professioni sanitarie come quella dei Veterinari o dei Medici o di altri
organismi di controllo come i Carabinieri del NAS , Corpo Forestale,
Guardia di Finanza, Polizia Municipale ecc.
Le ragioni sono da ricercare nell'evoluzione storica della sua figura professionale.
Questa figura sanitaria non nasce nel 1997 con il DM 58/97, ma ha profonde radici nella storia della sanità della nostra nazione.
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-1890- Nasce
“ la figura del Vigile Sanitario
La prima compiuta disciplina della materia attinenti alla Sanità Pubblica
avviene con l'emanazione della Legge 20 Marzo 1865, n. 2248 che affida la Tutela della Sanità Pubblica al Ministero dell’Interno, che lo esercita attraverso i Prefetti, i Sottoprefetti ed i Sindaci.
L’Italia quindi ebbe la sua prima legislazione organica su questa materia nel 1888
con la Legge Crispi Pagliani del 22 dicembre 1888 n. 5849.
Fu una profonda riforma.
La legge prevedeva nuove strutture: un Ufficio Sanitario Centrale che si trasformerà nella direzione generale di sanità presso il Ministero dell’Interno.
A livello provinciale accanto al Prefetto, veniva creato l’organo Tecnico rappresentato dal Medico Provinciale, e , per la Tutela della salute degli
animali dal Veterinario Provinciale.
A livello Comunale veniva creato l’Ufficio di Igiene Comunale con
l’Ufficiale Sanitario avente il compito di assistere il Sindaco nell’esercizio
delle sue funzioni sanitarie.
In ogni comune la massima autorità sanitaria era quindi il Sindaco (ancora oggi riveste questo ruolo) la tutela della sanità pubblica assumeva il ruolo di attività
di: VIGILANZA IGIENICO-SANITARIA
Il Regio Decreto n. 7042 del 6 luglio 1890 istituisce la figura del “VIGILE SANITARIO , con il compito di coadiuvare “l’Ufficiale Sanitario" dei Comuni.
Il personale aveva una propria divisa e operava all'interno del corpo dei Vigili Urbani.
La tutela della salute pubblica era quindi affidata al Ministero dell’Interno ed all’apparato periferico.
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Foto primi del 900 del
Corpo dei Vigili di Parma |
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In questi anni i Vigili Sanitari e le Assistente Sanitarie
si distinsero per la lotta antimalarica, la prima
Campagna di Prevenzione di Sanità Pubblica.
(Foto: "SCUOLA DI IGIENE RURALE E DI PROFILASSI DI NETTUNO"
tratto dal sito: www.nettunocitta.it)
In ogni provincia vengono costituiti gli Uffici del Medico provinciale
e del Veterinario provinciale, ancora coordinati dal Prefetto,
ma alle dirette dipendenze del Ministero della Sanità.
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I Vigili Sanitari
e la lotta per debellare la malaria.
Vigili Sanitari e gruppo di disinfestatori. |
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(Targa dell'ufficio del corpo dei vigili sanitari )
-Anno 1950- |
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Il Corpo dei Vigili Sanitari
I Vigili Sanitari erano speciali agenti che dovevano essere scelti tra i migliori Vigili Urbani, che avevano meritato speciali distinzioni e davano garanzia di operasità, disciplina e delicatezza nel compiere il loro mandato.
Tuttavia ,prima di essere destinati agli UFFICI SANITARI
gli aspiranti dovevano sempre sostenere un esame davanti ad una Commissione, composta dall'Ufficiale Sanitario, dei capi dei Laboratori e da un veterinario.
Era quindi un corpo scelto dei Vigili Urbani.
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ANNI 1923-1927
Dal Vigile Sanitario Comunale al
Vigile Sanitario Provinciale
Nel 1923, con R.D. 2889 e nel 1927 con R.D. n.155 (artt.18 e 27)
con il passaggio dei Laboratori Municipali alle Provincie veniva abrogato il citato R.D. 6.Luglio 1980,n. 7042 e veniva istituita la figura
dei “Vigili Sanitari Provinciali” , figura mantenuta con l'entrata in vigore del T.U. delle LL.SS. (art.91) con compiti più ampi del Vigile Sanitario Comunale. Ai "Vigili Sanitari Comunali” che
dipendevano dall'Ufficiale sanitario Comunale ,
si aggiunsero quindi i “Vigili Sanitari Provinciali”
i quali erano invece alle dipendenze del Medico e del Veterinario Provinciale.
Il R.D 27 Luglio 1934 , n. 1265
(vedi foto: --Estratto dal Testo Unico delle Leggi Sanitarie)
all'art. 91 prevede che i Vigili sanitari provinciali
vengono assunti per concorso pubblico bandito dalla
Amministrazioni Provinciali, la nomina veniva successivamente
approvata dal Prefetto, essi potevano entrare in Servizio solo
dopo aver prestato giuramento davanti alla magistratura.
LEGGI L'ART. 91 del R.D 27 Luglio 1934 , n. 1265 -fonte Comune di Parma
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-1950-
LA QUALIFICA
di "AGENTE DI PUBBLICA SICUREZZA”
I l Ministro dell'Interno Mario Scelba (Caltagirone, 5 settembre 1901 – Roma, 29 ottobre 1991) ad un'interrogazione
parlamentare da parte dell’Onorevole Bonino (seduta del 4 Marzo 1950)
(Foto: On. Bonino Uberto -La Spezia, 13 marzo 1901 – 9 giugno 1988- fonte Camera dei Deputati)
AFFERMA che:
"...Pertanto, ai vigili sanitari, nei limiti delle mansioni ad essi demandate, è da ritenersi attribuita la
qualifica di agenti di pubblica sicurezza mediante l’apposito "riconoscimento" del prefetto, che interviene con il decreto prefettizio di approvazione dclla nomina, e previo giuramento da prestare dinanzi al pretore “.
Il Ministro SCELBA.
Più avanti nel 1986 sarà lo stesso Consiglio di Stato , Sezione I, del 30 Maggio 1986 a esprimere parere favorevole per l'attribuzione della qualifica di agente di Pubblica Sicurezza agli Operatori professionali di Vigilanza e ispezione (ex Vigili Sanitari).
Lo stesso Consiglio di Stato afferma:
" ...Oggi è venuto meno nei Vigili Sanitari lo stato di dipendente provinciale e sono da ritenere abrogati, per incopatibilità con la legge 23 dicembre 1978, n. 833, i commi 1,2 dell'art. 91 del T.U. 1934. E' fuori di dubbio, però, che perdurano le funzioni di vigilanza sanitaria prevista dal 3 comma dello stesso art. 91.
Il collegamento tra queste funzioni e la qualifica di agente di pubblica sicurezza rende compatibile con il nuovo ordinamento il 4 comma dell'art. 91, che, quindi, è da ritenere tuttora in vigore e suscettibile di applicazione.
Può in conclusione affermarsi che ai dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale, quale che sia la denominazione che assumono nel nuovo ordinamento, cui siano attribuite le funzioni di vigilanza sanitaria previste dall'art. 91, 3 comma, del T.U. 27 Luglio 1934, n. 1965, è riconoscibile con provvedimento del Prefetto, la qualifica di Agente di Pubblica Sicurezza, in forza del combinato disposto del 4 comma dello stesso art. 91 e dell'art. 5 della legge 7 marzo 1986, n.65.
P.Q.M.
nelle considerazioni che precedono è il parere della sezione."
LEGGI la Seduta del
4 Marzo 1950: “BONINO: Qualifica di agente di pubblica sicurezza
ai vigili sanitari. (1790) . . Pagina 15895”
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-1958-
IL PASSAGGIO DAL
MINISTERO DEGLI INTERNI
AL MINISTERO DELLA SANITA'
Nel 1958 con la LEGGE 13 marzo 1958, n. 296 (G.U. 14 aprile 1958, n. 90)
l'organizzazione sanitaria, in particolare l'Ufficio del medico provinciale e l'Ufficio del veterinario provinciale, coordinati dal prefetto e gli ufficiali sanitari dei Comuni e dei Consorzi comunali passa al nuovo Ministero della Sanità .
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1963-1969
GLI ANNI D'ORO dei
VIGILI SANITARI
Il 1963 al 1969 vengono ricordati come gli anni d'oro per questa figura professionale per la categoria dei Vigili Sanitari.
I Vigili Sanitari si organizzano in una propria associazione, nasce in Aosta nel Maggio del 1963
"L'Unione Nazionale Vigili Sanitari D'Italia U.N.V.I.S.I."
su iniziativa di: Lionello Rizzatti e di Rudda Osvaldo e Leo Malagò.
Leggi l'intervista del Giornale Libertà Piacenza:
“Rizzatti Lionello: il garante dei nostri cibi”
Sempre nel 1963 viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 98 del 11 Aprile 1963 La Legge 26 Febbraio 1963, n. 441:
" Modifiche ed integrazioni alla Legge 30 Aprile 1962, n 283"
All'art. 17 vengono istituiti gli "Ispettori Sanitari" presso la Direzione generale del Ministero della Sanità con funzioni di vigilanza e ispezione.
Tali funzioni di "Ispettore Sanitario" possono essere conferiti ad altri ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria (Carabinieri NAS).
E' un primo sintomo, invece di potenziare questo corpo di vigilanza se ne creano di altri, vedremo meglio cosa accadrà più avanti dopo la prima Riforma Sanitaria. (1978).
I Vigili Sanitari capiscono che questa nuova figura è un pericolo per la loro figura professionale e grazie all'intervento
dell'Onorevole ABATE Cosimo
(Foto: On Abate Cosimo IV Legislazione fonte Camera dei deputati)
Viene fatta un' interrogazione Parlamentare al Ministro della Sanità Jervolino
"Situazione giuridica e rapporto di impiego dei vigili sanitari provinciali ".
La risposta del Ministro Jervolino è che tale provvedimento serve a sgravare
dal pesante compito della vigilanza e controllo dei Vigili Sanitari Provinciali.
Leggi l'interrogazione a pagina 43 del documento (-Fonte Camera dei deputati )
1965
Conferimento della Medaglia d'Oro
Il 23 Luglio 1965 il Presidente della Repubblica Saragat conferisce all'Unione la
Medaglia d'Oro al Merito della Sanità Pubblica.
Il Presidente della Repubblica Saragat ed il
Ministro della Sanità Mariotti dichiarano all'atto
della consegna della Medaglia d'Oro ai Dirigenti U.N.V.S.I. :
( Giuseppe Saragat Presidente della Repubblica 1964 - 1971 foto: tratta dal sito della Presidenza della Repubblica http://www.quirinale.it).
" Sono pienamente consapevole dell'importanza che il problema della Vigilanza Sanitaria riveste in un Paese moderno...
E' la stessa Costituzione che stabilisce questo principio."La repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività".
L'opera dei Vigili sanitari, perciò, è altamente benemerita e io sono lieto di darne atto a voi che rappresentate questa categoria... .
Auspico altresì che il vostro lavoro anche in avvenire si ispiri alla consapevolezza di questi superiori interessi, e in questo auspicio vi ricambio il mio saluto e il mio augurio più cordiale."
Il 22 Giugno 1966 con circolare n.94 il Ministro della sanità individua il SEI Luglio l'anniversario della costituzione del ruolo dei Vigili Sanitari.
L'associazione UNVISI sente l'esigenza di modificare l'ordinamento della carriera dei Vigili sanitari viene quindi proposta alla Camera dei Deputati una proposta di legge il 12 Luglio 1968.
Leggi il testo proposto nel 1968
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LE ONORIFICENZE PER LA SANITA' PUBBLICA
Non dimentichiamo che illustri colleghi sono stati insegniti di importanti
Onorificenze della Repubblica Italiana per la Sanità Pubblica:
Fonte Presidenza Della Repubblica -Onoreficenze-
2- 12- 1964 DE SALVADOR Francesco Vigile Sanitario Provinciale
Medaglia di bronzo al merito della sanità pubblica
25- 5- 1966 ODORICO Enzo Vigile Sanitario Provinciale
Attestato di benemerenza al merito della sanità pubblica
25- 5- 1966 PONSELE’ Carlo Alberto Vigile Sanitario Provinciale
Attestato di benemerenza al merito della sanità pubblica
5- 8- 1966 VALLERY Francesco Vigile Sanitario Provinciale Capo
Medaglia d'argento al merito della sanità pubblica
4- 12- 1990 RIZZATTI Lionello Vigile Sanitario
Attestato di benemerenza al merito della sanità pubblica
23- 7- 1965 UNIONE NAZIONALE VIGILI SANITARI D’ITALIA
Medaglia d'oro al merito della sanità pubblica
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-1966-
Nasce a Trento il
Corso Nazionale di Formazione dei Micologi
La figura del Vigile Micologo
(vigile sanitario - micologo)
A Trento già agli inizi degli anni 30 esiste la figura del VIGILE MICOLOGO (Vigile Sanitario inquadrato all'interno del Corpo di Polizia Municipale di Trento) che svolge il servizio di consulenza micologica.
In altre parti d'Italia sopratutto nel Nord Italia il Vigile Micologo è presente negli Uffici Comunali o nei Ortomercati.
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Una curiosità ancora oggi ,esiste il
Servizio Micologico della Polizia Municipale di Trento
Si tratta di Agenti in possesso dell'attestato di Micologo (DMS 686/96) che hanno eredità dai Vigili sanitari Micologi qusto compito, si occupa della cernita e certificazione dei funghi del mercato dei funghi della città di Trento, conosciuto in Europa per le numerose specie di funghi poste in vendita (circa un centinaio) ed è l’unico che consente la vendita dei funghi alla rinfusa, il tradizionale misto.
> CONVENZIONE CON L'AZIENDA PROVINCIALE PER I SERVIZI SANITARI PER L'ESPLETAMENTO DELL'ATTIVITA' DI CONSULENZA AI PRIVATI E CERTIFICAZIONE DEI FUNGHI EPIGEI AMMESSI ALLA VENDITA NEL MERCATO TRADIZIONALE DI PIAZZA VITTORIA TRENTO
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La Circolare del Ministero della Sanità ,n. 219 del 13 febbraio 1966 con il titolo
" Corsi d'aggiornamenti per personale sanitario addetto al controllo
dei funghi presso il Gruppo Micologico “G. Bresadola” di Trento."
Istituisce a Trento la scuola di formazione per Micologi, unica in Europa si formano (Vigili Sanitari, Medici, Chimici, Farmacisti) destinati alla verifica e cernita dei funghi epigei freschi spontnei per il consumo al pubblico.
Il corso è a numero chiuso (circa 40-50 allievi) e vede la partecipazione di personale sanitario da tutta l'Italia, il direttore e docete è l'illustre micologo
Ing Bruno Cetto (1921 - 1991).
Si riporta integralmente il testo della circolare:
"Nel decorso anno si è verficato un numero particolarmente elevato di avvelenamenti da funghi, in relazione anche alla abbondante raccolta avutasi per le condizioni metereologiche favorevoli allo sviluppo di tale prodotto.
Questo Ministero,pertanto è venuto nella determinazione di provvedere ,come primo intervento,alla formazione di personale addestrato al riconoscimento pratico di funghi eduli da destinare, nei comuni maggiormente interessati al fenomeno, al controllo cui obbligatoriatamente devono essere sottoposti i funghi prima della immissione al commercio.
A tal fine è in atto l'organizzazione di appositi corsi di addestramento per il personale, soprattutto comunale, addetto alla vigilanza igienico-saniatria sulla salubrità delle sostanze alimentari.Tali corsi, della durata di circa tre settimane, saranno tenuti a Trento nel periodo giugno-settembre 1966;l'esecuzione della parte didattica, sia teorica che pratica, sarà affidata ad esperti del ben noto “Gruppo Micologico Bresadola” di Trento; si prevede, che nel periodo indicato,potranno essere svolti tre corsi ,con non più di trenta partecipanti per ognuno, di cui uno probabilmente riservato agli Ufficiali sanitari o ad altro personale laureato dipendente dagli Uffici d'igiene e sanità e preposto allo stesso servizio; è comunque intendimento di questo Ministero che venga ammesso alla
frequenza soltanto il personale in possesso delle cognizioni di base indispensabili; a tal fine ,il sopraindicato gruppo micologico è stato invitato a predisporre apposita pubblicazione da mettere a disposizione degli interessati.
L'onere relativo al rimborso delle spese di viaggio ed alla indennità di missione del personale ammesso a frequentare i corsi di cui trattasi è a carico delle rispettive amministrazioni di appartenenza.
Nel far presente l'opportunità di segnalare al più presto, in via preliminare il numero presumibile dei partecipanti ,in modo che questo Ministero possa disporre in tempo utile l'invio di un adeguato numero di suindicata pubblicazione, si pregano le SS.LL. Di voler cortesemente far pervenire, entro il 30.04.1966, a questo Ministero Direzione generale per l'Igiene degli Alimenti e la Nutrizione, divisione II, le domande di ammissione al corso corredate dalla dichiarazione della Amministrazione di appartenenza, relativa all'assunzione delle relative spese di viaggio e all'idennità di missione.
Al fine di una obiettiva valutazione della domanda, si ritiene opportuno che le SS.LL. Segnalino, in via riservata, gli aspiranti ritenuti in possesso dei requisiti per garantirne che la frequenza del corso vada a profitto del servizio."
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1970-1977
I Vigili Sanitari
in prima linea
nelle
emergenze sanitarie
In questi anni i Vigili Sanitari
che operano negli Uffici
del Medico Provinciale
sono impegnati in diverse
emergenze sanitarie.
Questi operatori malgrado lavorino senza attrezzature idonee e
con turni massacranti apportarono la loro opera al servizio della
collettività del nostro Paese .
(Foto: il colera a Napoli 1973)
-1970 Il gesto eroico-
Il 19 giugno 1970 negli uffici del Comune di Liveri di Nola è la strage.
Un pregiudicato Pandico (che più tardi sarà anche ricordato come uno
dei calunniatore del povero Enzo Tortora ), innervosito dalla lentezza
di un impiegato nel rilasciagli un duplicato dell’atto di nascita,
è preda ad un raptus paranoico estrae una pistola e incomincia
a sparare all'impazzata.
Interviene il -Vigile Sanitario Guido Adrianopoli -
che tenta di disarmarlo, ma per questo gesto eroico viene ucciso
assieme all'impiegato.
-1973 Il Colera a Napoli-
Nell’agosto del 1973 scoppia un’epidemia di colera a Napoli.
La causa viene attribuita alle cozze coltivati in acque inquinate
nel golfo di Napoli privo di alcun depuratore.
Viene allestita una Task Force costituita
da: Vigili sanitari, Carabinieri ,Vigili Urbani e Polizia Marittima per
sequestrare i vivai di mitili considerata all'epoca il
"Cibo dei poveri"
venduti da ambulanti nelle varie stradine della città di Napoli.
(Foto: Colera a Napoli anno 1973 Bonifica Aree dal sito www.lagazzettadelmezzogiorno.it)
-1976 Diossina a Seveso-
(foto : Seveso emergenza diossina 1976 -Prelievo campioni)
Nel 1976 presso lo stabilimento chimico dell' ICMESA una valvola di sicurezza
del reattore esplode provocando la fuoriuscita di diossina nebulizzata.
La città viene evacuata dopo che muoiono i primi animali da cortile, le
piante ingialliscono alcuni bambini accusano bruciori sul corpo e qualche
giorno dopo saranno ricoverati con ustioni come da bruciature.
(foto: operatori sanitari tratta dal sito: www.lagazzetta del mezzogiorno.it) |
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-1978-
LA PRIMA GRANDE
RIFORMA SANITARIA
L’Italia, rende concreta la salvaguardia del diritto dei cittadini della salute,
prevista dall’articolo 32 della Costituzione.
Art. 32.
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo
e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Il modello è molto simile a quello già istituito in Gran Betagna ben vent’anni prima.
Essa si basa sull’istituzione di un Servizio Sanitario Nazionale, avente tre caratteristiche essenziali:
· essere un sistema universale, che riguarda la totalità della popolazione;
· essere un sistema unificato;
· essere un sistema uniforme, garantendo le stesse prestazioni a tutti gli interessati.
Il Servizio Sanitario Nazionale, la cui attuazione spetta ai vari livelli
STATO
REGIONI
UNITA' SANITARIE LOCALI
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Con l'istituzione nel 1978 della legge n. 833 del
“Servizio Sanitario Nazionale (S.S.N.)" il personale appartenente
sia ai Vigili Sanitari Comunali che Provinciali vennero trasferiti
(1980) nelle “Unità Sanitarie Locali" nelle cui
strutture continuarono a svolgere le loro funzioni di
vigilanza igienico-sanitaria.
La Legge 833/78 di riforma del SSN affida alle ASL l'esercizio dirette delle funzioni di prevenzione, di controllo e di vigilanza dell'intero settore alimentare, ambientale e nelcapo dellasicurezza negliambienti da lavoro.
Nel campo alimentare tale attività comprende anche tutte le altre attività finalizzate all'accertamento della qualità igienico-sanitaria e alla verifica dell'idoneità dei locali, impianti, attrezzature e del personale sia in fase antecedente all'inizio delle attività lavorative (Autorizzazioni Sanitarie)
sia durante lo svolgimento.
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