Quando si parla di chirurgia plastica, si parla di un argomento molto vasto e molto sentito. La chirurgia plastica infatti si divide in due rami: quella puramente estetica e quella ricostruttiva, che condividono le tecniche e le tecnologie, ma sono invece molto diverse per intenti. In ogni caso, la chirurgia plastica ha fatto enormi progressi negli ultimi anni, e ha visto una crescita costante del numero di persone che si sottopongono agli interventi più svariati.
La chirurgia estetica risponde ad un’esigenza ben precisa: combattere i segni del tempo e dell’invecchiamento, e migliorare il corpo portandolo verso i canoni di bellezza che siamo abituati a considerare nel nostro tempo. Infatti, i canoni di bellezza sono molto soggettivi e dipendono moltissimo dall'epoca in cui si vive: basti pensare che quella che oggi noi consideriamo una donna grassa avrebbe avuto tutti i requisiti necessari per essere considerata una bella donna nel Rinascimento. Ciò a cui mira la chirurgia estetica è donare al corpo l’armonia che potrebbe mancargli: in questo senso si hanno le operazioni di correzione delle orecchie a sventola (otoplastica), la correzione del naso (rinoplastica, che può comunque avere anche una funziona medica importante, ad esempio migliorare la respirazione), la correzione delle varie asimmetrie del corpo, nonché tutti gli interventi di riduzione del grasso corporeo (liposuzione), gli interventi di ingrandimento o riduzione del seno (che possono avere finalità mediche, come la riduzione del carico sulla colonna vertebrale) e gli interventi mirati a nascondere rughe e segni di invecchiamento.
La chirurgia ricostruttiva invece è quella branca della chirurgia plastica che si occupa di “ricostruire” il corpo, ossia di intervenire laddove un incidente, l’asportazione di un tumore o un’infezione hanno portato alla deformazione del corpo. Si tratta quindi di interventi che non mirano a dare al corpo un'armonia e una bellezza diversi, ma che vogliono innanzitutto restituire alla persona la possibilità di una vita normale. In questo campo rientrano ad esempio gli interventi di ricostruzione delle mammelle in seguito all'asportazione di tumori, la ricostruzione della pelle in seguito a infezioni o ustioni, e anche la ricostruzione del viso in caso di incidenti particolarmente gravi.
Va detto che comunque, sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica non significa sottoporsi a un intervento "di serie B": le due branche hanno pari dignità,”anche se diversità di intenti. Condividono comunque l’utilizzo delle stesse tecnologie, delle stesse tecniche, e purtroppo, anche degli stessi rischi. Va ricordato che si tratta sempre di interventi a volte anche invasivi, che necessitano di anestesia e quindi di tutte le analisi pre-operatorie mirate ad accertare l'assenza di fattori ostativi o di allergie che possono creare problemi in sala operatoria. Inoltre, in questi interventi si annidano svariati rischi su cui è bene informarsi presso il proprio chirurgo o medico di fiducia prima di prendere una decisione: basti pensare alle cronache e ai casi di morte in seguito a interventi come una liposuzione.
In conclusione, anche se la chirurgia plastica, soprattutto quella estetica, pare avere finalità meno importanti rispetto ad altre branche della chirurgia, ciò non significa che vada presa alla leggera. In un intervento chirurgico, qualunque esso sia, ci si sottopone a rischi che vanno conosciuti e affrontati liberamente con cognizione di causa. Anche solo ricostruire il naso, o rifare il seno, o fare una liposuzione comporta rischi di cui è assolutamente necessario essere a conoscenza, non tanto per una questione di costi, abbastanza onerosi, dell’intervento, quanto per ciò che si potrebbe pagare in termini di salute. L’informazione in campo medico è estremamente importante, soprattutto in una branca che si occupa di interventi non strettamente necessari e che ha visto una crescita costante negli ultimi anni.
Le statistiche più recenti indicano che ogni anno sono circa tre milioni le persone che si sottopongono a interventi di chirurgia plastica, soprattutto di chirurgia plastica estetica, ossia quella branca che si occupa solo di interventi a fini puramente estetici e non strettamente medici.
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Sono in aumento le richieste per interventi di chirurgia plastica: si calcola che in media, ogni anno si sottopongano a vari interventi circa tre milioni di persone, tra cui anche una percentuale piuttosto alta di uomini
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Si stima che ogni anno siano circa tre milioni le persone che si sottopongono ad interventi di chirurgia plastica, nonostante si tratti di interventi a volte anche piuttosto costosi (i prezzi vanno in media dai 1.500 ai 7.000 €) e in cui si annidano rischi di cui i pazienti non sono sempre adeguatamente a conoscenza.
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